Parrocchie
Endine Gaiano e la Rova
Endine è ricco di ben cinque chiese. Quella parrocchiale, dedicata a S.Giorgio, fu eretta nel 1300. In antico dipendeva dalla pieve di Mologno, poi per alcuni secoli, non si sa per quali privilegi, non fu soggetta a nessuna pieve, poi passò alle dipendenze della pieve di Solto Collina. Il primo parroco ricordato dai registri parrocchiali, nel 1612, fu Don Felice Morandi. Il verbale della visita pastorale di S. Carlo Borromeo, 27 ottobre 1575, descrive le caratteristiche della chiesa: era una navata lunga 29 braccia e larga 10. Questa chiesa subì in seguito, notevoli ampliamenti e restauri come evidenzia l'iscrizione posta sopra la bussola:"Edificata sec. XIV-Ricostruita nel 1783-Ampliata nel 1883-Decorato il presbiterio nel 1899-ripulita nel 1933-restaurata nel 1969". Nella chiesa parrocchiale si trovano dipinti di notevole pregio: S. Giorgio,  Adorazione dei Magi, Natività di N. Signore, Madonna Immacollata e la Vergine con Bambino tele ad olio del 700' di autore ignoto. Di Domenico Carpinoni i Santi Remigo e Sebastiano e di Gianpaolo Cavagna la Madonna del Rosario.
La Chiesetta di S. Remigio, costruita nel XV sec. andò distrutta dalle acque del vicino torrente. 

 Nel 1630, essendo stato salvato dalla peste, in memoria di tale grazia, Endine decise di riedificare la chiesa. Nel 1850 vi fu aggiunto l'attuale porticato atre arcate, aperto sui lati. Recentemente fu restaurata. 
Nella chiesetta di S. Pietro a Fanovo, durante i recenti restauri, venne alla luce un affresco di pregevole fattura del'500. L'edificio fu ristrutturato nel 1712. L'unico altare, in marmo policromo a intarsi, porta infatti questa data.
La chiesetta dell'Addolorata è posta nella parte più alta della contrada principale del paese. Sopra l'unico altare è ubicato un dipinto su tela centinata raffigurante la Madonna ai piedi della croce con Gesù morto, di ignoto del '700.
La chiesetta di S.Rocco in Pura fu edificata nel secolo XV°. Ha il presbiterio ampio come la navata con altare in legno e un'ancona in stucco che racchiude un quadro raffigurante la Madonna con S. Rocco, S. Sebastiano e S. Antoino, del '700.
ROVA Da un atto notarile del 1626 risulta che la chiesa di Rova fu edificata nel 1560 sul colle detto Cicogna. Di essa pare si conservino anche le pareti del presbiterio e di una parte della navata. Fu rifatta nel 1673 e di nuovo prolungata in facciata tra il 1885 e il 1894. Quando il centro abitato si spostò più a valle nacque l'esigenza di una nuova chiesa più accessibile e più ampia. Il progetto affidato agli ingegnieri Vito Sonsogni e Gualtiero Castellucci prese forma a partire dal 11 maggio 1965. Fu consacrata nel 1967 trasferendo in essa l'antico titolo della SS. Trinità. E' curioso il campanile a piramide triangolare. A Palate, in posizione elevata, sorge una graziosa cappella cinquecentesca con minuscolo campanile. La chiesetta, di proprietà privata, è di linee purissime, caratterizzata da una finestrella circolare sopra la porta, tipica dell'epoca, e da una nicchia per l'acqua santa scavata nel muro della facciata. 


Solto Collina: presente con sito internet


Entratico:
Una "bega" tra Entratico e Mologno, avvenuta nel 1358 fa supporre che a questa data esistesse già la parrocchia di S. Martino. Nel 1811 fu demolita la facciata e la chiesa raddoppiata. Nel 1885 fu demolito anche il vecchio presbiterio a celtro e rifatto nuovo. Il Santuario dell'Annunciata di Entratico, iniziato attorno al 1535, fu terminato nel 1571 a causa della povertà della popolazione. Per quest'opera furono "usurpati i legati della chiesa di S. Martino". Il titolo iniziale era: "Oratorio di S. Maria Lauretana", poi dal 1600 diventò il Santuario dell'Annunciazione. Il 14 settembre 1562 il santuario fu interdetto in seguito ad una rissa, tra Harno Scarpa da Gandino e Antonio Parisi, che ben presto degenerò e il povero Parisi, mentre si trovava nella chiesa, fu colpito a morte con un solo colpo di arma da taglio.


Borgo di Terzo:
La chiesa parrocchiale di Borgo di Terzo, dedicata a Maria Assunta, fu consacrata il 15 agosto del 1359 dal vescovo Lanfranco de Solivaris. Fu interamente rifatta nel 1710 e poi restaurata nel 1843.

 


Vigano S. Martino
Sul luogo dove,  attualmente, sorge il santuario della Madonna di S. Martino, anticamente sorgeva la cappella curata di Vigano, ossia una piccola chiesa campestre, lunga 12 braccia e larga 6, usata per tutte le funzioni parrocchiali fin verso il 1535. Attorno aveva il suo cimitero dove, anche dopo questa data, continueranno ad essere sepolti i morti delle vicinanze. Fu demolita nel 1681. La chiesa di S. Giovanni Battista, costruita più a monte della precedente, iniziò a funzionare come parrocchia attorno al 1535. Infatti in questa data, sebbene la cappella di S. Martino fosse ancora "chiesa curata", già i battesimi e i divini uffici si celebravano nella nuova cappella di S. Giovanni Battista, che troveremo, definitivamente, chiesa curata nel 1541. Era di stile romanico, a una navata, lunga 12 braccia e larga 8.
L'altare maggiore era posto in una cappella quadrata decorata di affreschi. Fungeva da campanile un angolo del castello, posto nelle vicinanze, dove in una apertura praticata nel muraglione era stata applicata una campanella. Attorno al 1704 fu ristrutturata secondo la forma attuale. Un armonioso portico, chiuso sul davanti da una stupenda balaustra in pietra di Sarnico, introduce nella bella chiesetta. Il campanile fu eretto nel 1715.

 


Casazza:
Mologno, Molini e Colognola appartennero fino dalle origini ad un'antica parrocchia: quella di S. Lorenzo. E' questa una delle più antiche pievi bergamasche che in origine aveva giurisdizione sui paesi della valle da Entratico a Endine.
Chiesa di S. Lorenzo vecchio: la chiesa,  come si presenta attualmente, appartiene prevalentemente al XIV-XV sec. con rifatture del XVIII e XX sec. Il recente restauro a portato in evidenza affreschi di un certo interesse. L'interramento del Drione e diverse rifatture impedisco una lettura immediata della struttura.
Chiesa di S. Lorenzo nuovo: la costruzione ha inizio nel 1769 e giunge a completamento nel 1800. Dallo stesso anno funziona come parrocchiale anche se la consacrazione avviene solo nel 1864. L'edificio nell'interno è decisamente barocco; vi sono alcuni altari settecenteschi di un certo interesse. Chiesa della Madonna del Carmine: si trova a Colognola in posizione autonoma rispetto al nucleo abitato. Fu edificata nel 1639 sul luogo dove sorgeva una chiesetta che era andata distrutta nel XV sec.

 


Monasterolo del Castello
Le origini della parrocchia sono antichissime. La prima notizia risale al 1521 dove si parla di un centro Acazzinus Arnoldi de Arzene, chierico e beneficiario della parrocchia; cosi pure la si trova menzionata nel 1260 sotto la Plebania di Mologno. Il Calvi riferisce che venne consacrata nel 1553, forse ricostruita dopo la distruzione della primitiva annessa al Monastero. Nel 1623, il vescovo Federico Cornaro la colpiva con l'interdetto in quanto era stato ucciso il parroco G. Giacomo Nazzari. La chiesa fu rifatta nel 1636-1653 mutando l'asse direzionale da oriente a occidente. Restaurata e adornata nella seconda metà del 700' e insignita del titolo prepositurale con decreto 27 maggio 1775 dal vescovo Marco Molino, raggiunse l'assetto architettonico nel 1903. Anticamente alla parrocchia di Monasterolo erano annessi anche Spinone e S. Felice. Già all'epoca della visita di S. Carlo furono ricomposte alcune controversie con Spinone. Solo il 17 maggio 1697 il Vicario Generale con decreto staccava le due vicinie. Così pure nel 1617 si staccava anche S. Felice. La chiesa è dedicata al SS. Salvatore, però la solennità più sentita è la festa mariana che si celebra il 12 agosto per un voto fatto durante il colera del 1885, in cui persero la vita 35 persone in un mese, di cui 12 perirono il 12 agosto. In quella tragica situazione ci si rivolse alla Vergine e da allora si fanno festeggiamenti e una solenne processione con la presenza di molti emigranti e villeggianti, che nel periodo di agosto affluiscono in paese.

 


Spinone al lago:
La chiesa parrocchiale costruita tre il 1908 e il 1913 su disegno del Parroco Don Angelo Milesi e da lui personalmente seguita nella costruzione, presenta all'interno un bellissimo colpo d'occhio per il gioco delle colonne e degli archi nonchè per il pavimento vivacizzato da colorate geometrie. Sul corpo centrale s'innalza una elegante cupola con quattro affreschi del pittore Cortinovis allievo del Servalli, rappresentanti i Profeti maggiori, e i quttro Evangelisti dello stesso Servalli. Il quadro "Madonna e Bambino" del Carpinoni, del 600' e quello della "Madonna della Cintura" di poco posteriore e di autore ignoto, insieme al "Battesimo di Giovanni" attribuito a Palma il Giovane, vi furono traslocati, dopo il restauro del pittore Frana di Gandino, dalla Chiesa di S. Carlo. La chiesa fu aperta al culto nel 1913 e consacrata nel 1926. Accanto alla chiesa svetta il bel campanile finito nel 1957.
 Chiesa di  S. Carlo: fu costruita per volontà e coi soldi di Gio. Batt. Suardi. Iniziata nel 1618 fu aperta al culto nel 1620. E' detta di " S. Carlo" perchè là, come a un Santuario, da secoli venivano portati i bambini a ricevere la benedizione del Santo, tradizione che trovasi già citata nel 1600 e che continua tuttora nella chiesa parrocchiale.
Chiesa di San Pietro in Vincoli : decentrata rispetto al nucleo abitato, questa chiesetta è un caro ricordo dei tempi lontani, monumento nazionale protetto dalle belle arti, chiaro esempio di arte romanica. Il passante se la trova sotto gli occhi e immancabilmente chiede quanti anni ha. Fu la prima chiesa parrocchiale di Spinone; non si ha notizia che prima di questa ce ne fosse un'altra. Fu ampliata nel 1400. Nei secoli subì vari restauri. La parte più antica corrisponde allo spazio tra l'entrata e l'arco, disposta, secondo l'uso, con l'abside a oriente (verso il lago). Internamente a sinistra si nota l'antica apertura, con l'architrave in legno ancora nel muro. Nell'ampliamento fu demolita la parte nord, chiusa la porticina, creato il portale, rialzata la facciata e aperto in essa un rosone. L'affresco più antico, ma deteriorato, trovasi sull'arco mentre un'altra mano pare abbia eseguito quelli sulla parete frontale; una terza mano,  stile lottesco, ha dipinto medaglioni di Profeti e Sibille come nella chiesetta illustrata dal Lotto a Tresore; gli affreschi del presbiterio sono  andati perduti; un fregio datato 1516 fa pensare che il pittore dei medaglioni, stile lottesco, abbia dipinto tutta la volta del presbiterio; su una parete una quarta mano ha realizzato una Madonna con Bambino; è l'affresco meglio conservato anche se il restauro non è stato felice. Tetto, pavimento e altare sono di recente fattura. Il campanile è del 1500: raro esempio la caratteristica copertura a "pigna" in cotto. Per lunghi secoli i dintorni furono adibiti a cimitero; un lastrone tombale è conservato all'esterno.

 


Ranzanico al lago:
L'antica chiesa parrocchiale di Ranzanico era stata dedicata a S.ta Maria Assunta nel 1476, poco tempo dopo la separazione della parrocchia dalla chiesa madre di S. Lorenzo in Mologno. Tale chiesa,  tuttavia,  non è l'attuale che pure ne conserva la dedicazione e forse l'ubicazione. Essa andò distrutta, per qualche evento imprecisato, probabilmente nel XVIII sec. L'attuale chiesa parrocchiale risale al 1786; ampliata nel 1897, fu consacrata nel 1901. Di particolare pregio artistico si segnalano una "Madonna del Rosario", un "Battesimo di Cristo"e una "Vergine con Santi Carlo e Giacinto" attribuiti a Iacopo Palma il Giovane, una "Annunciazione", proveniente dall'oratorio di S. Bernardino, attribuito attualmente al Sameggia. Esistevano all'atto della consacazione della prima parrocchiale due oratori campestri: quello dedicato a S. Fermo e Rustico e quello di S. Bernardino, entrambi collocati sull'antica direttrice per Endine.

 


Trescore Balneario:
La chiesa oggi prepositurale, di San Pietro è ricordata nel 1230, quando ne figura rettore Guiscardo Suardi, che diventerà vescovo di Bergamo. Riedificata una prima volta nel 1680, fu definitivamente ridotta allo stato attuale nella seconda metà del secolo scorso. Possiede una ricca dotazione di paramenti e suppellettili sacre. San Bartolomeo in via Roma conserva un interessante ciclo di affreschi quattrocenteschi. Santa Barbara, di proprietà dei conti Suardi, è affrescata da Lorenzo Lotto, che qui fu chiamato nel 1524 da Battista Suardi. Il Santuario dell'Addolorata in castello è oggetto di particolare devozione, non solo dagli abitanti di Trescore, ma anche di quelli di gran parte della Bergamasca, che un tempo di qui confluivano numerosi il 25 marzo. Altre chiese sono San Vincenzo alla torre, ricordato insieme con San Cassiano in una bolla papale del 1121; S. Pio in piazza,  edificata a fianco del palazzo un tempo della famiglia Albani; S. Antonio abate nella contrada di Strada; S. Giovanni Battista al Canton, anche questa antichissima e, secondo una tradizione, prima sede parrocchiale di Trescore; la Madonna del Mirabile sul colle Sasser, pendice del monte Misma.


Sovere
La parrocchiale, dedicata a S. Martino sorge sull'omonimo borgo. Di origini anteriori al Mille, la chiesa fu costruita nel XV sec., ristrutturata nel 1596 e radicalmente trasformata con un sostanziale ampliamento e con la costruzione della cupola dal 1880 al 1883. I numerosi affreschi interni, ad eccezione di quella della piccola tazza del presbiterio e delle medaglie della volta antica furono realizzati nel tardo '800. Nell'attigua Cappella dei morti si sono recentemente scoperti alcuni interessanti affreschi cinquecenteschi firmati da Antonio Boselli. Da segnalare il Santuario della Madonna della Torre, una costruzione del primo Seicento eretta su un precedente edificio religioso di età romanica. L'interno sontuosamente decorato a stucco secondo i canoni dell'arte barocca, è di una tale armoniosità e ricchezza da non trovare altri simili esempi nelle chiese dell'intera Diocesi Bergamasca. Gli stupendi altari di marmi policromi intarsiati con le belle medaglie al paliotto sono della Bottega dei Fantoni di Rovetta, cosi come agli stessi sono attribuiti quei mirabili capolavori di intaglio che sono la cantoria e la facciata dell'organo.

 


Pianico
Al centro del nucleo storico sorge la Parrocchiale dedicata a S. Zenone V., eretta nel 1929 su progetto dell'ing. Dante Fornoni. Conserva interamente una secentesca ancona lignea dorata di discreto intaglio (altare della Madonna) ed alcune antiche tele. Anteriore di quasi un secolo alla costruzione della chiesa lo sproporzionato campanile che si erge isolato nella piazzetta del sagrato.