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Nel catino, all'Assunta ed al Cristo nel nimbo si affiancano
le Sante Maddalena, Barbara, Brigida e Caterina d'Alessandria. Le Sante
Barbara e Brigida ricompaiono ai lati dell'arco absidale in atto di
allontanare il fulmine e la grandine. L'interno dell'Oratorio affrescato
da Lorenzo Lotto nel 1524 su commissione di Battista Suardi e del cugino
Maffeo. Il ciclo riveste uno straordinario interesse non solo in
rapporto al soggiorno bergamasco del pittore, ma anche all'intero ambito
della pittura italiana del Cinquecento. L'insieme presenta complessi
significati teologici, ribaditi dalle scritte recanti versetti delle
Scritture. L'immagine del "Cristo Vite" e le vicende delle
Sante riaffermano l'unità della chiesa ed i principi negati dall'eresia
protestante: il Sacramento Eucaristico, la dottrina della Grazia ed il
culto dei Santi. Tutto appare però tradursi in un racconto visivo che
recupera cadenze "popolari" affine, nell'impostazione per
episodi successivi, ad una Sacra Rappresentazione ed ai coevi Sacri
Monti. Il pittore supera le regole della prospettiva rinascimentale per
una spazialità nuova, adeguata allo svolgersi ininterrotto delle
storie. Lotto coinvolge lo spettatore descrivendo le vicende con
l'immediatezza di una cronaca: i personaggi si muovono in abiti
contemporanei, in una realtà umanamente quotidiana. I supplizi di
Barbara ed i miracoli di Brigida assumo cosi il valore di umile quanto
partecipante religiosità. Descrizione del ciclo pittorico. Al
centro della parete sinistra domina la figura del Cristo Vite; dalle
braccia si dipartono i tralci che circondano le effigi dei Santi e che
proseguono tra le travi del tetto: il soffitto si trasforma cosi in una
Vigna animata da fanciulli vendemmianti.
Ai lati della parete precipitano gli Eretici, che cercando di recidere
la Vigna, sono respinti da S. Gerolamo e da S. Ambrogio. In secondo
piano rispetto al Cristo Vite ed alle figure dei committenti oranti
(Battista Suardi con la moglie e la sorella) si svolgono le storie di S.
Barbara, ambientate nella città di Nicomedia. La narrazione visiva
inizia da sinistra. Barbara ordina l'apertura di una terza finestra
(allusiva alla Trinità) nella torre a lei destinata dal padre Dioscoro;
dopo esser stata catechizzata da Valentiniano, si battezza presso una
vasca e maledice la statua di Giove. La Santa dichiara la propria fede
al padre che tenta quindi di ucciderla: ella fugge nascondendosi sul
monte; seguendo l'indicazione di un pastore, Dioscoro lo scopre e la
trascina in tribunale. Marziano, pretore di Nicomedia, condanna Barbara
al supplizio; dopo essere stata battuta e sospesa per i piedi, è
incarcerata, ma Cristo le appare risanandola. Condotta nuovamente in
tribunale, Barbara è sottoposta ad ulteriori torture; il suo corpo è
ustionato da fiaccole ed è trascinata ignuda per le strade della
città, ma un Angelo la riveste. Il pretore ordina allora la
decapitazione della Santa, impaurito dall'assenza di tracce dei supplizi
da lei subiti. L'esecuzione avviene fuori città, ma la vendetta divina
colpisce il padre e gli armigeri avvolgendoli in un rogo. Nell'episodio
conclusivo si osserva il corpo della Martire portato a sepoltura da
Valentiniano.
Sulla parete oppasta sono rappresentati i miracoli di S. Brigida
d'Irlanda. Nella prima scena è descritta la cerimonia di monacazione
della Santa, alla presenza di Maffeo Suardi, della moglie e dei figli.
Brigida, prostrata davanti all'altare appoggia la fronte sulla predella,
che improvvisamente fiorisce. Sullo sfondo avviene la distribuzione del
latte e del pane ai poveri da parte della stessa Santa. Sotto un
portico, una popolana guarda stupita l'abito di Brigida, immacolato
nonostante la carne cruda portata nel grembo. Un'altra popolana regge
due secchi contenenti l'acqua trasformata in birra. Accanto è
raffigurata di spalle Brigida mentre ridona la vista ad un cieco. Altri
due miracoli si svolgono nel bellissimo paesaggio di fondo: la Santa
ammansisce un maiale selvatico che aveva spaventate le greggi e, nella
zona adiacente, allontana il maltempo dalle messi. Tra i due episodi si
nota un albero rinsecchito che allude alla punizione data ad una donna
poco caritatevole. Tra la porta e la finestra si scorge l'immagine
purtroppo sbiadita di un cacciatore con i panioni e la civetta,
considerato il probabile autoritratto di Lorenzo Lotto. In un
ambientazione di tipo cittadino, si svolgono successivamente altri
due miracoli. Dovendo dividere equamente tra tre infermi un vaso
d'argento, Brigida si rivolge ad un orefice stupito dalla richiesta: la
Santa allora getta il vaso a terra che, miracolosamente, si rompe in tre
parti. Nella zona contigua è raffigurata Brigida mentre cerca,
inutilmente, di dissuadere alcuni uomini da un delitto; raccoltasi in
preghiera, Ella farà in modo che la persona designata sia sostituita da
un'immagine. Nella parete di fondo il ciclo è concluso da due episodi
ancora riferiti a due Sante: da un lato è rappresentato il martirio di
S. Caterina d'Alessandria dall'altro Maria Maddalena penitente in una
grotta. Nella fascia superiore delle pareti si susseguono, sporgenti da
oculi, profeti e sibille.
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