Lorenzo Lotto
Poco distante dal centro cittadino di Trescore, sulla strada statale del Tonale troviamo l'ingresso alla villa dei conti Suardi, antica famiglia bergamasca insediatasi a Trescore fin dal secolo XIV. Circondata da alcuni edifici minori, la villa fu costruita nel XVII secolo ed ampliata, con aggiunte in stile neogotico, alla fine dell'Ottocento. Nella facciata rivolta sul vasto parco all'inglese si aprono il portico e la loggia superiore, solennizzata da lesene bugnate. Alle estremità si collocano due scaloni decorati nel XVIII secolo: stucchi e affreschi monocromi dalle elaborate cornici "rocaille" proseguono fino all'interno della galleria. Negli interni si conservano inoltre affreschi cinquecenteschi. Sul lato settentrionale, collegato da un passaggio coperto, sorge l'Oratorio dedicato alle Sante Barbara e Brigida, famoso per il ciclo affrescato di Lorenzo Lotto. L'attuale aspetto esterno risale al 1894, allorchè furono aggiunti l'abside poligonale e, in facciata, il piccolo campanile cuspidato e la sagrestia. Negli stessi anni fu pure collocato sul fianco nord il sarcofago di Lorenzo Suardi, pregevole opera di un maestro campionese, qui trasferita dal monastero di Vallalta. Precedentemente all'intervento del Lotto, l'abside interno era stato affrescato nel 1502 da un anonimo pittore: nella zona inferiore sono rappresentati, al cospetto di un altare, Battista Suardi e la moglie Orsola, con figli e domestici.

Nel catino, all'Assunta ed al Cristo nel nimbo si affiancano le Sante Maddalena, Barbara, Brigida e Caterina d'Alessandria. Le Sante Barbara e Brigida ricompaiono ai lati dell'arco absidale in atto di allontanare il fulmine e la grandine. L'interno dell'Oratorio affrescato da Lorenzo Lotto nel 1524 su commissione di Battista Suardi e del cugino Maffeo. Il ciclo riveste uno straordinario interesse non solo in rapporto al soggiorno bergamasco del pittore, ma anche all'intero ambito della pittura italiana del Cinquecento. L'insieme presenta complessi significati teologici, ribaditi dalle scritte recanti versetti delle Scritture. L'immagine del "Cristo Vite" e le vicende delle Sante riaffermano l'unità della chiesa ed i principi negati dall'eresia protestante: il Sacramento Eucaristico, la dottrina della Grazia ed il culto dei Santi. Tutto appare però tradursi in un racconto visivo che recupera cadenze "popolari" affine, nell'impostazione per episodi successivi, ad una Sacra Rappresentazione ed ai coevi Sacri Monti. Il pittore supera le regole della prospettiva rinascimentale per una spazialità nuova, adeguata allo svolgersi ininterrotto delle storie. Lotto coinvolge lo spettatore descrivendo le vicende con l'immediatezza di una cronaca: i personaggi si muovono in abiti contemporanei, in una realtà umanamente quotidiana. I supplizi di Barbara ed i miracoli di Brigida assumo cosi il valore di umile quanto partecipante religiosità. Descrizione del ciclo pittorico. Al centro della parete sinistra domina la figura del Cristo Vite; dalle braccia si dipartono i tralci che circondano le effigi dei Santi e che proseguono tra le travi del tetto: il soffitto si trasforma cosi in una Vigna animata da fanciulli vendemmianti. 
Ai lati della parete precipitano gli Eretici, che cercando di recidere la Vigna, sono respinti da S. Gerolamo e da S. Ambrogio. In secondo piano rispetto al Cristo Vite ed alle figure dei committenti oranti (Battista Suardi con la moglie e la sorella) si svolgono le storie di S. Barbara, ambientate nella città di Nicomedia. La narrazione visiva inizia da sinistra. Barbara ordina l'apertura di una terza finestra (allusiva alla Trinità) nella torre a lei destinata dal padre Dioscoro; dopo esser stata catechizzata da Valentiniano, si battezza presso una vasca e maledice la statua di Giove. La Santa dichiara la propria fede al padre che tenta quindi di ucciderla: ella fugge nascondendosi sul monte; seguendo l'indicazione di un pastore, Dioscoro lo scopre e la trascina in tribunale. Marziano, pretore di Nicomedia, condanna Barbara al supplizio; dopo essere stata battuta e sospesa per i piedi, è incarcerata, ma Cristo le appare risanandola. Condotta nuovamente in tribunale, Barbara è sottoposta ad ulteriori torture; il suo corpo è ustionato da fiaccole ed è trascinata ignuda per le strade della città, ma un Angelo la riveste. Il pretore ordina allora la decapitazione della Santa, impaurito dall'assenza di tracce dei supplizi da lei subiti. L'esecuzione avviene fuori città, ma la vendetta divina colpisce il padre e gli armigeri avvolgendoli in un rogo. Nell'episodio conclusivo si osserva il corpo della Martire portato a sepoltura da Valentiniano.
Sulla parete oppasta sono rappresentati i miracoli di S. Brigida d'Irlanda. Nella prima scena è descritta la cerimonia di monacazione della Santa, alla presenza di Maffeo Suardi, della moglie e dei figli. Brigida, prostrata davanti all'altare appoggia la fronte sulla predella, che improvvisamente fiorisce. Sullo sfondo avviene la distribuzione del latte e del pane ai poveri da parte della stessa Santa. Sotto un portico, una popolana guarda stupita l'abito di Brigida, immacolato nonostante la carne cruda portata nel grembo. Un'altra popolana regge due secchi contenenti l'acqua trasformata in birra. Accanto è raffigurata di spalle Brigida mentre ridona la vista ad un cieco. Altri due miracoli si svolgono nel bellissimo paesaggio di fondo: la Santa ammansisce un maiale selvatico che aveva spaventate le greggi e, nella zona adiacente, allontana il maltempo dalle messi. Tra i due episodi si nota un albero rinsecchito che allude alla punizione data ad una donna poco caritatevole. Tra la porta e la finestra si scorge l'immagine purtroppo sbiadita di un cacciatore con i panioni e la civetta, considerato il probabile autoritratto di Lorenzo Lotto. In un ambientazione  di tipo cittadino, si svolgono successivamente altri due miracoli. Dovendo dividere equamente tra tre infermi un vaso d'argento, Brigida si rivolge ad un orefice stupito dalla richiesta: la Santa allora getta il vaso a terra che, miracolosamente, si rompe in tre parti. Nella zona contigua è raffigurata Brigida mentre cerca, inutilmente, di dissuadere alcuni uomini da un delitto; raccoltasi in preghiera, Ella farà in modo che la persona designata sia sostituita da un'immagine. Nella parete di fondo il ciclo è concluso da due episodi ancora riferiti a due Sante: da un lato è rappresentato il martirio di S. Caterina d'Alessandria dall'altro Maria Maddalena penitente in una grotta. Nella fascia superiore delle pareti si susseguono, sporgenti da oculi, profeti e sibille.